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particolare ingresso palazzo marino
 
Pro Loco Marcianisana - Città di Marcianise (Caserta): vi trovate in Monumenti
 
Fontana coi delfini
La Fontana dei Delfini fu costruita dall’ architetto Gaetano Barba, allievo del Vanvitelli, alla fine del 1794. L’acqua di questa fontana, arriva direttamente dalla Reggia di Caserta, come attesta la dicitura sulla parte sottostante di questo monumento architettonico.
Infatti, nel 1794, ebbero inizio i lavori per la costruzione di una monumentale fontana, come ricordano le due iscrizioni fatte su lastre marmoree collocate alla base dell’opera.
La fontana, al centro della piazza, costituisce il perno di tutto l’impianto spaziale e il suo principale elemento di riconoscibilità. Questa fontana, sembra il naturale arredamento della piazza, ed è una delle più importanti testimonianze dell’arte neoclassica della Campania. Il monumento poggia su un alto basamento che sorge su due gradini in pietra, con due elementi curvi laterali, (vaschette con teste leonine per i getti d’acqua).
Alla sommità del monumento si trova un trofeo di armi, che celebrano le vittorie militari, e coronano questo fastigio; di fronte, due medaglioni che rappresentano Re Ferdinando IV di Borbone, e sua moglie Maria Carolina. Un altro motivo di giuochi d’acqua, è ottenuto infrangendo da parte a parte il blocco centrale, con un vano che accoglie una piccola cascata tra motivi di pietra Vica e vesuviana. I medaglioni racchiusi da una cornice ovale con fregi a rilievo, recano in sommità il retro di un elemento piumato.
Sulla parte basamentale, spiccano la testa di un leone, un tamburo, una bocca di cannone ed altri oggetti militari antichi; motivi che alludono alla potenza e alla grandezza militare della dinastia dei Borboni. Nella parte bassa, va evidenziata la presenza di un festone di fiori e di frutti decorati, che risaltano su un pannello rettangolare.
Nella parte bassa della fontana dei delfini troviamo un'iscrizione in latino che si esprime così: A Ferdinando IV ed a Maria Carolina Augusta, pii e felici regnanti del regno delle Due Sicilie, poiché avevano ordinato, a qualsiasi costo, di collegare l'acqua Giulia, derivante dal Comune di Caserta, a Gueverana, località vicinissima al villaggio di Recale e, da qui, attraverso cunicoli, fornirla ai Marcianisani, sofferenti per penuria di acqua salubre. Tutto il popolo premurosamente pregante e gli stessi Marcianisani, contenti per tanto generoso beneficio con animo grato edificarono ai principi massimi ed indulgentissimi un monumento. 
L'opera, incominciato nel 1794 fu successivamente completata, senza il contributo della Chiesa e delle sacre confraternite, per la saggezza di Basilio Palmieri a cui, dalle quattro aule del consiglio del prefetto, fu affidato la cura di questa città. I nomi dei quattro uomini che curavano di portare l'acqua Giulia, benignamente concessa ai Marcianisani da Ferdinando IV e Maria Carolina, nostri Signori, sono Giacomo Gaglione sindaco di questo popolo, Battista Santomo, Domenico Gaglione e Paolo Santoro. Questi illustrissimi uomini, nell' eseguire con maestria il loro compito, si dimostrarono fedeli amministratori degli eccellentissimi ed altamente meritevoli principi e servirono pianamente la patria, per conseguire il Regale beneficio. Perciò i nomi dei quattro saranno trasmessi alla memoria dei posteri, fruitori dello stesso bene.  Diresse l'opera Gaetano Barba, progettista e direttore di lavoro.
 
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Monumento alla Carità
Nel 1877 fu elevato nella piazza della Annunziata in Marcianise il superbo monumento in marmo rappresentante la Carità in cui è raffigurato un vecchio coperto di cenci ed una fanciulla che gli porge il pane della fratellanza.  Diverse traversie precedettero la collocazione della pregevole scultura, commissionata alla Congregazione di Carità; infatti, quest’ ultima, non apprezzando del tutto il valore artistico del monumento, si mostrò poco incline a completare il pagamento allo scultore. A seguito di tale comportamento il Buccini ricorse alla commissione del Reale Istituto di Belle Arti di Napoli al fine di ottenere un giusto riconoscimento circa l’ impegno e lo sforzo profuso per la realizzazione dell’ opera.
Tale commissione giudicò il lavoro dell’ artista una perfetta esecuzione, essendo la struttura trattata magistralmente in tutte le sue parti. Dopo alterne vicende, il Buccini decise di trasportare il proprio monumento dal suo studio di Napoli a Marcianise; qui fu accolto dal tripudio generale da parte dei suoi concittadini che lo festeggiarono facendo intervenire, per l’occasione, anche la banda musicale. Il basamento del gruppo marmoreo è opera dell’ architetto Giuseppe Barone. Un’epigrafe ricorda che la scultura fu commissionata dalla Congregazione di Carità.
Il 2 luglio 1879 venne innalzato nell’ ex Villa Comunale di Caserta un’ altra tra le più rappresentative opere del Buccini, il Monumento al Vanvitelli. Così dopo una vita dedicata interamente all’ arte, all’ età di 71 anni una breve e penosa malattia lo sottrasse dall’ affetto dei suoi cari nella sua ultima dimora di via Bari in Napoli, il giorno 27 dicembre 1896.
 
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Stemma marmoreo della Città
Risalendo nei tempi, lo stemma marmoreo della città è senza dubbio il manufatto scultoreo più antico e significativo nella storia dell'arte di Marcianise. Secondo il De Paulis, questa rappresentazione plastica va vista in rapporto alla costruzione della cittadella romana e ben caratterizza l'indole militare della prima colonia di Marcianise. La scultura, in origine situata nell'arco della Porta pretoria, è oggi collocata al centro della facciata del Palazzo Messore, in Piazza Umberto I.
Il De Paulis ravvisa nella porta scolpita sullo stemma la copia fedele della Porta Pretoria, ed ancora, nell'atteggiamento guardingo del soldato romano, il simbolo della colonia vigile e pronta ad ogni eventuale aggressione; si stacca da questa interpretazione il canonico Gabriele Jannelli, secondo il quale lo stemma racchiuderebbe caratteri stilistici medievali. Nello spazio scenico dello stemma, racchiuso da una forma ovale, campeggia una torre, su cui sono impiantate altre tre piccole torri merlate, la maggiore al centro e le due minori ai lati. La porta d'ingresso appare chiusa e, fuori di essa, remeggia la figura di un soldato.
Il 10 Marzo 1872 Vittorio Emanuele II, su proposta del Ministro Segretario di Stato e sentito il parere della Consulta Araldica, concesse al comune di Marcianise il titolo di Città. Insieme a questo riconoscimento fu concesso anche il diritto di portare per arma civica lo scudo miniato, cioè uno scudo d'argento con un castello rosso con due torri laterali in mezzo a due rupi. Il tutto è poggiato su una verde pianura con tre covoni d'oro.  Nella parte inferiore campeggia il motto Progreditur scritto a lettere maiuscole romane, che sta a simboleggiare un auspicio ed un impegno a migliorare e progredire.
 
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