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| I figli illustri di Marcianise da Cenni storici della Città di Marcianise dell'avv. Nicola De Paulis (Marcianise, marzo 1937) |
Per gentile concessione della figlia prof.ssa Anna De Paulis |
Francesco Gemma
Fu insigne Teologo; visse nella fine del XV e nel principio del XVI secolo; fu letterato stimatissimo e profondo moralista.
Nella Biblioteca Campana vi sono due volumi di buona edizione, pubblicati in quei tempi, che raccolgono tutti i lavori del Gemma, scritti in latino classico. Chi si sofferma per poco a considerare l'importanza dei personaggi a cui egli dedicò i suoi libri, potrà facilmente convincersi ed avere riconferma dei suoi grandi meriti letterari e del suo indiscusso valore, perchè in quei tempi sarebbe stato temerario ardire dedicare a tali nominativi illustri, libri modesti e non proporzionati e degni della loro rinomanza.
Il primo volume contiene due libri; il primo pubblicato in Napoli nel 1612 e dedicato al Principe Tiberio Carafa di Bisignano, si compone di 150 cantici, con 30 inni ed alcune orazioni di lode al Serafico Francesco D'Assisi; il secondo pubblicato nell'anno successivo, fu dedicato al Pontefice Paolo V, e si compone di egual numero di canti, inni ed orazioni, alla Beatissima Vergine Maria. In esso sono pure inseriti inni ed orazioni a S. Nicola di Bari ed a S. Maria Egiziaca.
Il secondo volume contiene altri due libri, che parimenti furono pubblicati in Napoli nel 1614; il primo dedicato alla Ill.ma Signora Laura D'Aquino ed all'Ec.cmo Carlo D'Aquino Conte di Martirano e Castellaneto, contiene 150 cantici, 30 inni ed alcune orazioni a S. Francesco di Paola, più un inno ed una orazione a S. Candida Juniore. nobilissima napoletana; il secondo dedicato a D. Pietro Fernandez di Castro Conte di Lemos, contiene 150 cantici, 30 inni ed alcune orazioni in lode di S. Domenico, fondatore dell'ordine dei predicatori.
In questi due libri Francesco Gemma mostra una vasta cultura in Sacra Teologia; essi recano l'impronta dei più elevati e nobili principi di moralità e di religione; da essi si rileva la sua anima di asceta, perché in una concezione puramente idealistica, attraverso le figure dei santi, a cui dedica gli inni e le laudi, l'autore si propone soprattutto di elogiare la virtù e la morale cristiana.
Egli può definirsi pertanto l'educatore delle anime, in una atmosfera puramente religiosa.
La Città nostra, in segno di perenne riconoscimento e ricordo, dedicò al suo nome la via che mena alla Cappella della Misericordia. |
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