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Pro Loco Marcianisana - Città di Marcianise (Caserta): vi trovate in Alle porte di Terra di Lavoro
 
 
I figli illustri di Marcianise da Cenni storici della Città di Marcianise dell'avv. Nicola De Paulis (Marcianise, marzo 1937)
Per gentile concessione della figlia prof.ssa Anna De Paulis
 
Giovanbattista Novelli
G. B. Novelli fu Canonico della nostra Collegiata, e fu soprattutto un uomo dinamico e fattivo, tale da essere circondato da varie leggende, alcune delle quali cadono nel fantastico.
Di famiglia doviziosa, disdegnò la vita comoda che gli consentivano le sue non comuni ricchezze, e si dedicò ad una operosità che non ebbe sosta nè tregua, per appagare il suo grande spirito volitivo.
Convinto che la fonte di ogni sana attività produttiva nelle nostre contrade, poggiava sull'agricoltura, senza perplessità, unitamente al germano Pasquale, mise il cospicuo comune patrimonio a prò di questa, affrontando con audacia senza pari tutte le non lievi difficoltà. Osò l'invasione della nostra mano d'opera nei mazzoni di Capua, donde trasse infinito benessere per sè e per la nostra massa colonica; tentò con saggia comprensione tutte le industrie e nulla trascurò ove potè allungarsi la sua mano accentratrice.
Dalla sua complessa e poderosa attività, la nostra Città trasse infinito-benessere, e nelle sue numerose aziende trovarono pane e lavoro centinaia di.nostri operai. Indubbiamente questi uomini di grande dinamismo, mentre par che facciano i loro interessi, accelerano il ritmo della produzione ed aprono infinite strade a quelli che li seguono, segnando nuovi orizzonti e nuovi destini. Certo ai suoi tempi fu il centro, l'asse intorno a cui palpitò e trasse ragione di vita tutta la nostra cittadinanza; in politica ed amministrazione fu l'arbitro della volontà cittadina.
Morì il 9 Gennaio 1881; l'atto magnanimo col quale chiuse la sua esistenza, ne eterna presso di noi la memoria con un senso di profonda gratitudine e di sentita devozione, perchè, mentre rendeva l'anima a Dio, donò tutto il suo ingente patrimonio ai poveri di Marcianise, col santo proposito di sollevare agli umili le sofferenze e gli affanni.
Con i testamenti 19 Maggio 1880 e 9 Gennaio 1881, il Can. Novelli lasciò tutti i suoi beni alla Congregazione di Carità di Marcianise, da costituirsi in ente morale con la denominazione d'«Istituzioni Pie Umanitarie G. B. Novelli». Dal R. Decreto 17 Settembre 1881, col quale fu autorizzata l'accettazione dell'eredità, risulta che tutto il patrimonio Novelli in quell'epoca, ammontava secondo l'inventario a lire 3 milioni 345 .862 ( oggi senza tema di esagerare, il patrimonio potrebbe valutarsi ad oltre il miliardo di lire).
 
La Congregazione di Carità
La nostra Congregazione di Carità è oggi una delle più ricche d'Italia, col suo patrimonio valutato oltre 700.000.000 di lire, in contanti, territori e costruzioni edilizie.
Originariamente questa Pia Istituzione si limitava ad amministrare il patrimonio della Casa Santa dell'Annunziata, sorta nel X Secolo, epoca in cui fu costruita la prima Chiesa dedicata alla SS. Annunziata; alla Congregazione erano preposti 5 Governatori laici, ed alla Chiesa 24 Cappellani.
Nel XIII Secolo la prima Chiesa fu sostituita da altra più ampia, con annesso Ospedale; da quell'epoca l'Opera Pia cominciò a denominarsi anche Casa Santa ed Ospedale per lo sviluppo che già aveva assunta la beneficenza ospedaliera, la quale, insieme al culto della Chiesa, costituiva la principale finalità dell'Ente.
Nel XV Secolo, essendosi l'Opera Pia arricchita di molti altri beni, eresse l'attuale Chiesa dell'Annunziata, denominata anche A.G.P.
Nel 1572 su proposta dei Governatori Giov. Vincenzo Moccione, Francesco Farro, Angelillo Fuccia e Vincenzo Scattone, l'Architetto Ambrogio Attendolo di Capua fece il disegno ed il progetto del campanile, e nello stesso anno fu demolito l'antico e fu cominciato a costruire quello esistente, che fu completato nel 1574, come vedesi consacrato in una delle grosse pietre del suo basamento.
Nel Secolo XVI si tentò di convertire in benefici ecclesiastici i beni della Casa Santa, ma la popolazione di Marcianise ricorse a Papa Leone X, che con sua bolla del 17 Luglio 1503, confermò nella più ampia forma l'ius patronatus e diritto esclusivo del popolo di Marcianise sull'Ente in parola, come Istituto di Beneficenza. La bolla di cui sopra, è riportata in un documento importantissimo, posseduto dalla Congregazione, e cioè nel foglio 18 della cosiddetta Platea la quale contiene la descrizione di tutti i fondi di proprietà del Pio Ente, con le rispettive piante e con l'indicazione di tutti i diritti desunti dai titoli di provenienza.
La Platea fu redatta in seguito al Real Permesso del 12 Novembre 1718 e pubblicata col R. Assenso del 15 Marzo 1721, nella quale epoca l'Ente aveva un patrimonio immobiliare, valutato con quei prezzi, di circa lire 1.500.000.
Con R.D. 27 Luglio 1871 fu provveduto allo Statuto speciale della Casa Santa dell'Annunziata, secondo il quale si determinavano le finalità dell'Ente, così come segue:
1) Di accogliere e curare nell'Ospedale gli infermi poveri dell'uno e dell'altro sesso:
2) Di ricoverare nell'Asilo di Mendicità i poveri impotenti al lavoro, per decrepitezza e difetti fisici;
3) Di dotare le protette ed altre donzelle povere ed oneste;
4) Di educare ed istruire gratuitamente i fanciulli poveri del Comune, d'ambo i sessi, nell'Asilo Infantile;
5) Di allevare gli esposti fino al settimo anno, limitatamente pc a quelli nati nell'Ospedale;
6) Di allevare i bambini poveri le cui madri fossero prive di latte;
7) Di soccorrere gli indigenti con sussidi fìssi ed eventuali;
8) Di provvedere al servizio divino della Chiesa.
 
La Chiesa di A. G. P.
La Chiesa dell'Annunziata, denominata anche A.G.P. che oggi vedesi, come ho detto innanzi, fu costruita nel XV Secolo; essa è preceduta da un atrio chiuso con ringhiera in ferro, e due ingressi chiusi da cancelli, uno che corrisponde con la porta centrale della Chiesa stessa, ed un altro con lo scalone, principale dell'Ospedale. Nel centro dell'atrio notasi un meraviglioso gruppo in marmo rappresentante la Carità, eseguito dallo scultore Onofrio Buccini, onore e vanto della nostra Città.
La Chiesa, Monumento Nazionale, è una delle più maestose della nostra zona, specie per sontuosità e grandezza; essa ha una navata centrale, due laterali ed una crociera; è adornata da una superba collezione di quadri, molti dei quali hanno rilevante valore artistico, perché furono dipinti da celebri pittori; ne faccio qui di seguito l'elencazione completa.
Sulla porta centrale di entrata ed all'interno vedesi un gran quadro del Di Maio, raffigurante Gesù fra i Dottori; sulla porta a sinistra un quadro di S. Francesco, capolavoro che si attribuisce allo Zingaro, e sulla porta destra un quadro di S. Tommaso d'Aquino, che si attribuisce al Domenichini: entrambi celebrità nazionali.
Alla soffitta della navata centrale vedesi un gran quadro, raffigurante l'Assunzione; pregevole opera di Francesco Solimena.
Sulle arcate prospicienti la navata centrale vi sono 22 quadri a mezzaluna, rappresentanti le Sante Vergini, tutti del De Maio, e, sulle pareti superiori, 10 quadri in cui sono effigiati i principali profeti, pure del Di Maio.
Sulle pareti frontali della navata centrale vi sono 4 quadri del Di Maio, rappresentanti i 4 Evangelisti, due di essi sulla porta e due sull'arcata maestra.
Nella crociera, in alto, vi sono 3 quadri, rappresentanti tre Dottori della Chiesa, tutti del Di Maio.
Sull'Altare Maggiore vedesi il gran quadro dell'Annunciazione, meravigliosa opera di Massimo Stanzione del 1655; sotto la volta dello stesso vi sono 5 affreschi del Malinconico, quello centrale rappresentante la Concezione e gli altri quattro laterali, i due a sinistra la Natività e l'Epifania, ed i due a destra la Samaritana e Davide. Sullo stesso Altare si vedono due grandi quadri, quello a sinistra del coro, rappresentante la Natività, e quello a destra l'Epifania, entrambi del Di Maio. Vi sono anche sul detto coro quattro quadri rappresentanti le quattro virtù, su cui vi è segnato A. D. 1774.
Nella Cappella a destra dell'Altare Maggiore vi sono 3 quadri del Narici, quello centrale rappresentante la Vergine del Rosario, quello sulla parete sinistra S. Pio, e sulla parete destra S. Rosa.
Nella Cappella a sinistra dell'Altare Maggiore vi sono 3 quadri: quello centrale, rappresentante la decollazione di S. Giovanni di autore ignoto, quello sulla parete sinistra, il Battesimo di Gesù, e quello sulla parete destra S. Giovanni Evangelista; questi due però si attribuiscono pure al Narici.
Nella Cappella a destra della crociera vi sono 3 quadri, quello centrale rappresentante la Concezione, quello a sinistra la Carestia, e quello a destra la Peste; tutti e tre del Di Maio.
Nella Cappella a sinistra della crociera vi sono 3 quadri, quello centrale rappresentante la Deposizione di Nostro Signore, quello a sinistra il Viaggio al Calvario, e quello a destra la Coronazione di Spine; tutti e tre del Di Maio.
Nelle 5 Cappelle della navata destra, vi sono 5 quadri di autore ignoto, raffiguranti per ordine, partendo dalla porta:
1) La Vergine del Carmine;
2) La Vergine delle Grazie;
3) S. Caterina;
4) L'Epifania;
5) S. Maria degli Angeli.
Nelle 5 Cappelle della navata sinistra vi sono pure 5 quadri di autore ignoto, raffiguranti per ordine partendo dalla porta:
1) S. Lorenzo Martire;
2) S. Lucia;
3) S. Anna;
4) La strage degli Innocenti;
5) La nascita del Signore.
Nella Sagrestia notasi un meraviglioso affresco alla volta rappresentante la carità, con sotto la scritta G. S. 1783.
L'Altare Maggiore è opera di gran pregio per la scrupolosa e minuziosa cesellatura e combinazione del mosaico, misto a madreperla. Al lato sinistro di esso leggesi la scritta Rauzzino ciò che fa supporre che questo antenato dei nostri Ragozzino ne sia stato il costruttore.
 
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