| Pro Loco Marcianisana - Città di Marcianise (Caserta): vi trovate in Alle porte di Terra di Lavoro |
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| I figli illustri di Marcianise da Cenni storici della Città di Marcianise dell'avv. Nicola De Paulis (Marcianise, marzo 1937) |
Per gentile concessione della figlia prof.ssa Anna De Paulis |
Luigi Fuccia
Medaglia d'oro al Valor Militare
Tra i figli eletti che onorarono questa nostra Città, Luigi Fuccia emerge come una vivida gemma porporina incastrata in una corona di tante austere foglie di alloro.
Giovane universitario, lasciò gli agi ed i sacri affetti per accorrere volontario là, dove l'ora del periglio batteva la sua diana, dove la giovinezza stampava a caratteri di sangue il suo poema epico per la causa santa dell'umanità; epopea sorta dall'anima italiana come testimonianza austera di sua virilità.
Ivi cimentò il meglio della sua possanza e si lanciò primo tra i primi nel fragore della battaglia, con l'anima foderata d'acciaio, come il corpo nel ferale ordigno che gli era corazza ed armatura; disprezzò il pericolo pervaso dalla sua anima impetuosa, finché la sinistra mitraglia non gli squarciò il petto.
Cadde, e la terra di Guadalajara, che si abbeverò del gentil sangue italico, custodì nelle sue visceri martoriate la fragile fibra, come nel più sacro dei monumenti, ove egli attende, non per essere piamente lagrimato, ma potentemente vendicato; cadde per risorgere alato, col volto trasfuso di gloria, e la sua esistenza si sublimò nella immortalità.
Così si compì il suo cruento destino eternandosi nel palpito possente di tutti gli eroi, nel più alto simbolo di fierezza e di orgoglio.
Così questo nostro eroe ha ricolmo il suo fato.
Motivazione della Medaglia d'Oro
Luigi Fuccia da Marcianise, sottotenente di Complemento, Ufficiale di alte virtù militari, chiedeva l'onore di irrompere per il primo col suo Plotone di carri d'assalto nelle trincee nemiche. Nel fervore della lotta, dispersosi il suo Capitano, riuniva in zona di raccolta la Compagnia duramente provata e, fulgido esempio di eroici spiriti, ripartiva solo col suo carro alla ricerca del Superiore. Penetrava nelle linee avversarie e disseminava il terrore; colpito da proiettile di cannone, che gli stroncò il braccio, seguitava a guidare il suo carro, riportandolo nelle linee. Spirava pochi istanti dopo col nome della Patria sulle labbra, riaffermando con l'ultimo anelito la sua incrollabile fede.
(Guadalajara, 11 Marzo 1937 - XV) |
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